“Quando si è in tanti è più facile affrontare i problemi”

Cominciamo con l’intervista a Giovanna Menicatti (presidente di APM Parkinson Lombardia) una serie di “conversazioni” con persone impegnate quotidianamente a migliorare la vita dei malati e dei loro famigliari.

Gentile Giovanna Menicatti, da quanto tempo è Presidente dell’APM Parkinson Lombardia e come è arrivata a ricoprire questo incarico?

Presiedo l’associazione ormai da quattro anni. Mi sono avvicinata al Parkinson e all’associazione quasi per caso. Una mia amica, volontaria in APM Parkinson Lombardia, mi ha invitata a partecipare agli incontri dell’associazione, così ho conosciuto alcuni soci, mi sono appassionata e mi è venuta voglia di lavorare con loro.
Successivamente, dal momento  che potevo dedicarmi a tempo pieno a questa attività, mi sono candidata a questa carica e sono stata eletta.

Può comunicarci un po’ di “dati tecnici” sulla Sua Associazione – il numero dei soci, la struttura, chi ricopre quali cariche?

L’associazione esiste dal 1999. Abbiamo festeggiato il decennale con una grande festa. I soci affetti da Parkinson sono circa duecento; quasi altrettanti sono i soci sostenitori, cioè persone che versano un contributo più alto della semplice quota associativa, e gli amici – i benefattori della associazione – che, con i loro contributi, ci permettono di sostenere numerose spese.
La struttura è composta da un presidente onorario, Mario Barendson, un presidente, un vice presidente, Francesca Saporiti, un tesoriere, Gianfranco Sacerdote, e tre consiglieri, Luisa Berra, Lucilla Bossi e Maria Geminiani. Queste persone formano il Comitato direttivo, l’organo collegiale al quale spettano tutte le decisioni.

Com’è nata l’APM Parkinson Lombardia? Quali le persone che l’hanno voluta?

Come dicevo prima, l’associazione è nata nel 1999. A crearla è stato un gruppo di malati e di loro famigliari, con lo scopo di migliorare la qualità della vita di chiunque fosse toccato da questa malattia.
Il gruppo era composto da Lucilla Bossi, che, dopo essere stata per lungo tempo presidente di APM, ora è Presidente della Confederazione Parkinson Italia, Maria Geminiani che continua la sua  preziosa opera di volontaria all’interno di APM Parkinson Lombardia, Mario Barendson, che è stato per parecchi anni il presidente dell’associazione milanese, e, con grande rammarico, ha dovuto lasciare l’incarico per motivi famigliari.
Queste persone meravigliose, con uno sparuto gruppetto di amici, sono riuscite a creare una piccola associazione, che si chiamava APM, Azione Parkinson Milano.
Nel corso degli anni, dal momento che vi erano iscritti che provenivano anche dall’hinterland, il consiglio direttivo ha deciso di modificare il nome dell’associazione in APM Parkinson Lombardia, lasciando la sigla APM proprio per ricordare gli inizi.

Avete istituito rapporti preferenziali con i medici, con gli ospedali, con gli ambulatori Parkinson? Se sì, come sono articolati?

L’associazione non è legata a nessun ente ospedaliero in particolare, ma collabora con i maggiori istituti milanesi e si avvale di un comitato scientifico composto da validi neurologi con molta esperienza e che hanno una profonda conoscenza specialistica della malattia di Parkinson.

Quali attività offre l’APM Parkinson Lombardia a chi si iscrive?

Ogni anno cerchiamo di offrire a chi si iscrive  nuove e stimolanti attività, sia dal punto di vista scientifico che ludico.
Accanto alle novità, vi è un gruppo di iniziative che ricorrono annualmente; alcune perché si rinnovano continuamente, altre perché consistono in metodi sperimentati di miglioramento del benessere psicofisico. Alle prime appartengono il convegno annuale di aggiornamento sulle novità scientifiche e i cicli di “Incontri Ravvicinati”, ai quali partecipano specialisti che illustrano i vari aspetti della malattia e le relative terapie. Alle seconde, l’attività riabilitativa col metodo Biodanza, la Cantoterapia e altre attività finalizzate a un innalzamento di qualità della vita dei malati.

Quali progetti avete per il futuro?

Attualmente stiamo organizzando un corso di Tangoterapia, che dovrebbe partire a breve. Vorremmo, inoltre, poter garantire sia un corso di fisioterapia specifica per il Parkinson che duri un intero anno, sia un supporto psicologico per i tanti famigliari che vivono con difficoltà la malattia dei loro cari.
Avremmo anche tante altre idee, ma poiché i volontari che lavorano con continuità sono molto pochi, non ci sembra serio accollarci incarichi che non riusciremmo a seguire nel modo dovuto.

Nella storia della Sua Associazione ci sono fatti, aneddoti, esempi virtuosi – ma anche piccoli eventi della quotidianità – che può conoscere solo Lei. Vorrebbe regalarli anche a noi?

A proposito di esempi virtuosi, capita a volte che malati si offrano di collaborare alla vita associativa come volontari. È la cosa che più fa piacere a tutti noi volontari di APM Parkinson Lombardia, perché viviamo questi slanci come il coronamento del nostro impegno. Abbiamo avuto una signora che si è offerta di organizzare un breve corso di creazione di monili, un’altra che ci ha regalato tanti bellissimi oggetti di sua fattura per il mercatino di Natale. Altri amici ancora ci inviano poesie, foto, dipinti realizzati da loro. Noi del comitato direttivo li consideriamo grandi segni di affetto e impliciti riconoscimenti di aver imboccato la strada giusta.

Che cosa avrebbe da dire a una persona affetta da Parkinson, per convincerla ad entrare nella Sua Associazione?

Quando si è in tanti è più facile affrontare i problemi, inoltre si può essere utili agli altri portando la propria esperienza.

Infine, qualche domanda relativa al rapporto con la confederazione Parkinson Italia Onlus. Da quanto tempo l’APM Parkinson Lombardia vi appartiene?

APM Parkinson Lombardia è sin dalla sua origine confederata a Parkinson Italia.

Perché vi siete confederati, quali erano le attese?

È evidente: far parte di una Confederazione che raggruppa più di venti associazioni sparse sul territorio nazionale rafforza la visibilità e la credibilità di ogni confederato. La nostra convinzione è stata corroborata dai fatti.

Ancora sul rapporto con PI: quali sono le attese per il futuro?

Vorremmo che PI ci fornisse anche servizi di tipo pratico, legale, burocratico, di informazione. Auspicheremmo che si facesse portavoce di tutte le problematiche legate alla malattia non solo presso enti e istituzioni, ma anche nei confronti del pubblico. Crediamo che sia in grado di farlo e per questo le offriamo il nostro più incondizionato appoggio.

(Stanislao Porzio per Parkinson Italia)

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Associazione APM Parkinson Lombardia
Anno di costituzione: 1999
Presidente: Giovanna Menicatti
Soci: 200 ca.
Attività offerte: Convegno annuale di aggiornamento sulle novità scientifiche; “Incontri Ravvicinati” con specialisti; corsi di Biodanza; sedute di Cantoterapia; etc.
Quota iscrizione annuale: € 45,00
Contatti: tel/fax 02 2847892   cell.346 6951489
Email: apm.parkinsonlombardia@fastwebnet.it
sito: www.parkinson-lombardia.it
Indirizzo: via San Vittore, 16  – 20123 Milano

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