L’Agopuntura ha un effetto protettivo nella malattia di Parkinson

Sempre più prove dimostrano che lo ‘stress ossidativo’ contribuisce alla progressione della malattia di Parkinson. Ora, una nuova ricerca dimostra che l’agopuntura ha un effetto antiossidante, quindi protettivo, nel trattamento della malattia di Parkinson.

La nuova ricerca mostra che l’elettroagopuntura a 100-Hz applicata ai punti dell’agopuntura ST36 (Zusanli) e SP6 (Sanyinjiao) ha un effetto protettivo sul cervello perché è antiossidante. Questo studio comprende i contributi di Xibin Liang, un ricercatore del Dipartimento di Neurologia e Scienze Neurologiche dell’Università di Stanford, in California (USA).

I ricercatori hanno stabilito che la stimolazione dei punti ST36 e SP6 con elettroagopuntura protegge il cervello perché produce effetti antiossidanti e antiapoptosis. In particolare, l’elettroagopuntura protegge la parte del cervello chiamata “sostanza nera” (Substantia nigra) che è una parte importante del cervello per quanto riguarda il controllo del movimento. La Malattia di Parkinson è causata dal deterioramento dei neuroni dopaminergici in questa parte del cervello.

Un altro studio finanziato dal National Institutes of Health (NIH) mostra che l’elettroagopuntura attiva un recettore della serotonina producendo potenti effetti anti-infiammatori. Anche i ricercatori dell’Università del Maryland a Baltimora, Maryland (USA) e dello Shanxi Medical University nello Shanxi, in Cina hanno dimostrato che l’elettroagopuntura attenua il dolore dell’artrosi attivando i recettori della serotonina che, “giocano un ruolo importante nella modulazione del dolore a livello spinale”.

La nuova ricerca evidenzia che l’agopuntura ha anche migliorato i livelli di energia, sonno, disturbi fisici, e la motivazione.

Alcuni pazienti sono stati trattati con agopuntura al ritmo di due volte a settimana per dieci settimane. L’agopuntura ha causato una riduzione degli effetti collaterali dei farmaci antipsicotici, diminuzione dell’udito, allucinazioni visive e tattili, l’ansia è diminuita e anche la paranoia; il sonno è migliorato. Inoltre si è riscontrata una maggiore motivazione tra cui l’aumento del desiderio sessuale e l’ambizione di promuovere se stessi nella formazione e nel lavoro, un miglioramento della capacità di socializzazione e di concentrazione… e poi, ridotto comportamento di dipendenza riguardo ad alcol e sigarette, migliore alimentazione e perdita di peso, migliore attitudine all’esercizio fisico.

Fonte:
The Northwest Parkinson’s Foundation, Seattle, WA (USA)

Articolo:
http://www.nwpf.org/News.aspx?Item=3781

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