Il Parkinson ora si può curare col computer

Il tremore dei malati di Parkinson può essere eliminato senza più operare il cervello. Senza più introdurre elettrodi in testa, senza nemmeno l’ausilio del casco srereotassico, particolare strumento fissato sulle tempie nella chirurgia del cranio. Nessuna invasività, nessuna anestesia, anzi di più. Perché nella sala operatoria non c`è nemmeno il medico: solo il paziente sdraiato sul lettino. E una macchina “pensante” che comanda un gigantesco robot, indirizzandone i raggi “X” sulle aree dell’encefalo che provocano il tremore.

Sono gli stupefacenti risultati di un lavoro d’équipe dell’Istituto Besta di Milano pubblicati sul numero di maggio di Acta Neurochirurgica, la rivista europea di neurochirurgia, che ha dedicato al caso la copertina: l’innovativo intervento del Besta, applicato nel 2009 su due parkinsoniani di 77 e 78 anni, è risultato infatti a oggi, oltre che efficace, anche privo di effetti collaterali.

Lo studio ha coinvolto due reparti, sei medici, un fisico, ed è firmato dalla responsabile della Radioterapia, la dottoressa Laura Fariselli, 52 anni, e da quello della Neurochirurgia, il dottor Angelo Franzini, 59 (nella foto). E proprio quest’ultimo l’inventore del software “pensante”, lo straordinario strumento con cui dieci anni fa ha quasi sconfitto la cefalea a grappolo (con miglioramenti che vanno dal 70 fino addirittura al 100 per cento). «Il robot invece si chiama Cyberknife», racconta Franzini «ed è stato inventato negli Stati Uniti a metà degli Anni 90. Finora era stato usato per curare coi raggi “X” il tumore del cervello. E l’evoluzione delle tecniche degli Anni 50 di Lars Leksell, che però, per ciò che concerne la cura del Parkinson, furono abbandonate. Se infatti un tumore è visibile sulle radiografie e consente di convogliare i raggi nei punti esatti, così non è per il tremore del Parkinson, che non mostra alcuna lesione nel cervello. E non si sa dunque dove colpire».

Ed ecco che entra in gioco la macchina “pensante”, grazie alla quale la tecnica a raggi degli Anni 50 è tornata utile, perché il software ora è in grado comunque di stabilire con precisione assoluta il punto in cui “bombardare”. Franzini lo ha inventato tra lo stupore generale nel 2000: «Quando il chirurgo deve toccare un bersaglio in profondità nella testa, deve seguire degli atlanti, vere e proprie mappe che gli forniscono le coordinate necessarie. Il problema era che gli atlanti dell’epoca erano costruiti seguendo le foto di sezioni di cervelli di persone morte. Ma siccome il decesso provoca una dilatazione della materia, risultavano spesso imprecisi. Mi chiesi così se fosse possibile realizzare un software autoapprendente, basato stavolta sulle Tac di cervelli di persone vive, capace di ragionare sugli errori e di evolvere in continuazione».

Franzini ne parla ad alcuni bioingegneri, che lo escludono categoricamente. Ma lui ci prova. E alla fine, ce la fa: elabora una mappa tridimensionale del cervello su cd, basata su decine di Tac di persone vive, che agglomera in partenza 20 anni di interventi operatori al Besta, e che esclude gli errori automaticamente. È il software, oggi adottato in molti Paesi del mondo, che interagisce con i computer della sala operatoria e che stabilisce con precisione incredibile la latitudine e longitudine dell’encefalo su cui il chirurgo deve attivarsi. «Iniziammo a usarla nelle operazioni di neurostimolazione cerebrale profonda (DBS), in particolare per l’inserimento di elettrodi proprio per la cura del tremore di Parkinson, delle distonie, e nei casi gravissimi di epilessia, all’interno di un pc portatile che ci dava le indicazioni».

Cinque anni più tardi, arrivano due pazienti già operati in passato con l’elettrodo e il cui tremore si è spostato sull’arto opposto. Diventerebbe rischioso sottoporli a una nuovo intervento chirurgico, per via dell’età. Che fare? Se le radiografie nel Parkinson non mostrano lesioni, e il chirurgo non sa come agire, il software però lo sa.

Franzini ne parla con la dottoressa Fariselli, responsabile della Radioterapia, che usa e conosce perfettamente il Cyberknife. Un fisico tara i due “mostri” tecnologici. Si intraprende la nuova strada. E oggi i risultati hanno dato ragione ai due medici e ai collaboratori dello studio sperimentale. «Trattandosi di raggi “X”, che provocano piccole alterazioni nel cervello», precisa il dottor Franzini, «questo tipo di intervento è per ora indicato soltanto per pazienti in età avanzata. Anche se, grazie alla precisione della macchina, siamo stati in grado di ridurre la quantità di radiazioni utilizzate e in futuro speriamo di poterle ancor più abbassare».

IL MEDICO INVENTORE

Nato a Milano nel 1951, laureatosi nel ‘76 si specializza in neurochirurgia nel 1980, dedicandosi alla neurochirugia funzionale per il trattamento dell’epilessia, della mallatia di Parkinson e di sindromi dolorose resistenti ai farmaci.

In gioventù brevetta le casse acustiche WANDOR che affollano le rive di qualsiasi città dell’Adriatico: possono diffondere musica ad alto volume ad altezza d’uomo pur risultando in pratica “silenziose” al primo piano di un palazzo.

15 anni fa inventa il CARPALOTOMO, uno strumento che permette di operare il tunnel carpale con una semplice incisione, al posto delle operazioni tradizionali e dell’endoscopia. Il paziente, dopo due sole ore, è in grado di stringere la mano e tornare a casa.

Oggi ha realizzato una “macchina pensante”– un atlante tridimensionale del cervello – con la quale applica nell’ipotalamo un elettrodo in grado di bloccare la cefalea a grappolo, che è stata adottata in tutto il mondo.

Per saperne di più sul dottor Angelo Franzini vedi: www.angelofranzini.com

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Tratto da un Articolo apparso su OGGI del 07/09/2011 di Edoardo Montolli
 
 
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2 risposte a Il Parkinson ora si può curare col computer

  1. claudio ha detto:

    si deve pensare pure ai giovani col tremore al più presto…saluti

  2. carlachiara vivaldi ha detto:

    sono stata sottoposta ad intervento di stimolazione profonda 2anni e mezzo fa all’istituto besta ed il primo anno è andato tutto a meraviglia poi ho iniziato a cadere e adesso nono so più cosa pensare se ho fatto bene o no saluti

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