Diagnosticare il Parkinson con un prelievo

È l’obiettivo di ParkScreen, il test diagnostico che ha vinto le selezioni regionali di Start Cup 2011, un test per diagnosticare precocemente la malattia di Parkinson attraverso un semplice esame del sangue. È il progetto messo a punto dal laboratorio di neurogenomica della Sissa diretto dal Professor Stefano Gustincich in collaborazione con l’Università di Trieste e la Clinica neurologica dell’Azienda ospedaliero- universitaria “Ospedali Riuniti di Trieste” diretta da Gilberto Pizzolato, che si è aggiudicato il primo premio da 10mila Euro nella competizione regionale Start Cup 2011.

«La diagnosi del Parkinson non è semplice – ha spiegato Gustincich – I test attualmente utilizzati sono molto costosi e invasivi, vengono infatti iniettate nel paziente delle molecole radioattive. L’incapacità di controllare il movimento – ha proseguito – è dovuta alla morte delle cellule presenti nel mesencefalo che sintetizzano la dopamina. Tuttavia il problema principale consiste nel fatto che quando i primi sintomi appaiono, in realtà la malattia esiste già da almeno cinque-dieci anni e sono già state distrutte circa il 70% delle cellule dopaminergiche».

Da qui l’importanza di una diagnosi che sia il più possibile precoce attraverso un semplice esame del sangue a basso costo. Il progetto di ricerca ParkScreen, coordinato Raffaella Calligaris, è iniziato cinque anni fa con un finanziamento regionale in collaborazione con l’ItalTBS: attraverso le analisi del sangue di malati di Parkinson e la comparazione con il sangue di persone sane. Nel corso delle ricerche il team è riuscito ad identificare un quadro di espressione genica associato alla malattia. Le terapie in uso per le malattie neurodegenerative sono sintomatiche. Attualmente esistono in Europa 157 studi clinici, di cui 15 in Italia, per trovare nuovi farmaci per la malattia di Parkinson e costano migliaia di euro. «ParkScreen è in grado di rappresentare lo stato della degenerazione della malattia, per questo – ha concluso Gustincich – puntiamo, piuttosto che al singolo paziente, all’acquisto del test da parte delle grandi ditte farmaceutiche affinché diventi esame di routine negli studi per testare l’efficacia dei nuovi farmaci». Il progetto è ora in corsa per il Premio Nazionale per l’Innovazione di Torino.

Fonte: Il Piccolo

Questa voce è stata pubblicata in Articoli Scientifici, Notizie e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...