Scoperta utile per Parkinson e Alzeheimer: è possibile far ‘ringiovanire’ le cellule del nostro corpo

Secondo uno studio dell’Istituto di genomica funzionale dell’Università di Montpellier, condotto dal dottor Jean-Marc Lemaitre e dalla sua équipe, l’invecchiamento delle cellule sarebbe un processo reversibile. Cioè, si può intervenire in vitro sull’età delle cellule bloccandone l’invecchiamento e riprogrammandole in modo da renderle ‘staminali pluripotenti indotte‘, ovvero capaci di suddividersi e moltiplicarsi. 

Secondo il ‘Corriere della sera’, che ha dato la notizia, lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica ‘Genes & Development’, potrebbe autorizzare l’ipotesi di una giovinezza cellulare riacquistabile e prolungabile. Attualmente gli esperimenti in questo campo hanno sempre utilizzato cellule staminali embrionali, in grado di differenziarsi in qualsiasi delle varie cellule dell’organismo (epatiche, cardiache, celebrali, etc). Tuttavia, nel caso di queste cellule subentrano  problemi di carattere etico, a causa dell’utilizzo di embrioni che, in alcuni paesi come la Francia, è proibito salvo casi particolari.

Il primo passo del percorso di intervento sull’età di cellule adulte risaliva al 2007 ad opera del giapponese Shinya Yamakanaka che era riuscito a ripristinare la stessa capacità di differenziarsi delle cellule embrionali nelle cellule adulte. Nel caso di Lamaitre la scoperta sarebbe ancora più eclatante, perchè a essere ringiovanite sono addirittura cellule appartenenti a persone anziane (uomini di 74, 92, 94, 96 e addirittura 101 anni). “Ogni cellula – ha spiegato lo scienziato francese – normalmente controlla con regolarità lo stato delle proprie funzioni e quando si accorge che sono ormai degradate smette di dividersi e moltiplicarsi“. Questa fase terminale dello svilluppo cellulare fino ad ora era considerata irreversibile, realtà messa in dubbio dalle scoperte dello studioso francese.

I risvolti più interessanti di questa importantissima scoperta riguardano la cure di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer o il Parkinson, ma anche diabete, artrosi e problemi cardiaci dovuti all’età. Tuttavia il passo dalla teoria alla pratica sembra tutt’altro che breve. Nessuno ha, infatti, ancora reinserito nell’organismo cellule così modificate anche perchè oltre ai problemi economici che un’operazione di questo tipo comporterebbe, la questione ha anche implicazioni filosofiche-religiose molto serie.

La ricerca su ‘Genes & Development’: http://genesdev.cshlp.org/content/25/21/2248.abstract?sid=bd7ae3b3-c070-46da-95f1-dfbb4c40055a

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