Musicoterapia: l’efficacia delle note musicali sul cervello

La musica è più potente di quel che si possa credere e non è soltanto uno svago o un modo per passare il tempo. La sua efficacia nel trattamento di alcuni disturbi è stata più volte oggetto di ricerche e, oggi, un nuovo studio suggerisce addirittura che la musica possa aiutare i pazienti colpiti da danni cerebrali a riprendere alcune facoltà intaccate come, per esempio, il parlare o il camminare.

Nello specifico, le canzoni aprono la via a nuovi percorsi cerebrali di linguaggio che eludono le aree del cervello danneggiate.
“Si è sempre pensato che la musica fosse qualcosa di superfluo, e non si capiva perché si è sviluppata dal punto di vista evolutivo – commenta a Discovey News, Michael De Georgia, Direttore del Centro di Musica e Medicina alla Case Western Reserve University, University Hospitals Case Medical Center di Cleveland – Negli ultimi 10 anni, abbiamo appena iniziato a capire in che modo sia ampio e diffuso l’effetto della musica in tutte le parti del cervello. Stiamo appena iniziando a capire come la musica possa essere potente. Non sappiamo quali sono i limiti”.

Ma gli effetti della musica sulle persone malate sono noti già da molto tempo. Una musicoterapista dell’Università del Wisconsin Eau Claire, dottoressa Anna Lee Rasar, ha ricordato come la musica delle Big Band avesse aiutato i veterani della Seconda Guerra Mondiale a riprendere le forze fino ad alzarsi e camminare di nuovo.
 Da allora gli studi si sono fatti più approfonditi, fino a comprendere come vi fosse uno schema coerente derivante dall’ascolto della musica. Detto schema mostra come un ritmo particolare possa stimolare la deambulazione nei pazienti affetti dalla malattia di Parkinson, colpiti da ictus o altri danni al cervello.

Il ritmo delle note musicali permette alle persone di ritrovare un passo simmetrico e il senso dell’equilibrio. Tutto ciò avviene in modo che il segnale uditivo trasmesso dal battito ritmico sia interpretato dal cervello ed elaborato in modo da anticipare il tempo musicale e regolare i passi.

 Sebbene quanto avviene non sia del tutto chiaro, ciò che invece risulta chiaro è che la musica ha un effetto tangibile sul cervello.

Una delle ipotesi più accreditare è che le aree del cervello interessate dalla musica siano molte, a differenza di quelle del linguaggio che invece sono solo due. Creando nuovi percorsi neuronali, i pazienti, grazie alle canzoni e alle note musicali, possono ripescare dalla memoria parole già ascoltate e usate: in questo modo possono crearsi nuove connessioni per il linguaggio perduto.

Secondo la dottoressa Caterina Wan, neurologo alla Harvard Medical School, anche se gli studi sono solo all’inizio questa teoria ha molto senso, e lo ribadisce citando un proprio studio in cui si è mostrato come la musicoterapia abbia aiutato dei bambini autistici che non parlavo del tutto ad articolare parole e frasi in modo migliore.

 “Per quanto sia, vorrei dire che la musica è un mezzo potente, io penso sia importante per le persone, tanto da testarla rigorosamente per cercare di comprendere davvero quali siano i componenti che contribuiscono agli effetti”, conclude Wan.

Ecco dunque una serie di prove che possono fa cambiare idea a chi, fino a oggi, riteneva la musica soltanto un qualcosa atto a rallegrare momenti della giornata o come sottofondo alle diverse attività. Secondo questi ricercatori la musica è invece un potente mezzo da comprendere sempre più per poterlo sfruttare al meglio e ottenere grandi benefici sia psichici che fisici.

 

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16 risposte a Musicoterapia: l’efficacia delle note musicali sul cervello

  1. michela ha detto:

    buonasera vorrei avere delle informazioni sulle terapie di musicaterapia per malati di alzhaimer in provincia di brescia…
    Grazie

    • Denise Cecilia S. ha detto:

      Ringrazio la redazione per la risposta e Michela per aver posto la domanda!
      Anch’io sono di Brescia ed interessata personalmente e professionalmente.

  2. Mauro ha detto:

    post interessante, io son un educatore in una comunità residenziale che ospita persone con deficit intellettivo medio grave e sono interessato all’argomento, inzierò a seguire più spesso questo blog

  3. Patrizia Burgio ha detto:

    Mi interesserebbe ricevere articoli riguardanti l’evoluzione nel trattamento di alcune patologie attraverso la Musicoterapia ed inoltre conoscere indirizzi di centri o università con i quali mettermi in contatto per aggiornarmi. Sono insegnante di Canto Lirico e Moderno e mi sono iscritta alla facoltà di psicologia, materia che stò studiando con passione, dunque mi piacerebbe un giorno unire le due “sapienze” per aiutare persone sofferenti. Graze Patry

  4. claudio ha detto:

    la musica sinfonica quale quella mozartiana e beethoveniana a me che soffro di p. suscita emoz indicibili che si tramutano spesso in pianto che ha un valore catartico e oserei dire “guaritore”, in quanto potenziano l’energia positiva interiore che in teoria potrebbe stimolare i neuroni dopaminergici. Non è un caso che mozart fosse un massone e che lavorasse ” per il bene e il progresso dell’umanità” vedasi Zauberflote in mi bemolle magg.

  5. Tonino Leccardi ha detto:

    In qualità di Musicoterapista vorrei aggiungere a questo interessante articolo che la musica, inserita in una relazione d’aiuto specializzata, ha bisogno di un figura professionale qual’è il Musicoterapista….l’oggetto musica, in questo caso, diventa un percorso che ha come obiettivo l’acquisizione delle operazioni della mente; capacità di articolare il processo relazionale “io/gli altri”; un percorso che va nella direzione di una appropriazione del proprio corpo: contenitore di emozioni e pensieri che rappresentano l’identità della persona! Il solo ascolto…l’amore e la passione per la musica porta a una “terapeutizzazione del quotidiano”! L’obiettivo della terapia non è infatti la musica, ma la relazione!

  6. angelamaria arcuri ha detto:

    Un certo tipo di musica ( per es. Mozart, Bach , la musica classica indiana) ascoltata in uno stato particolare (praticamente nello stato meditativo) ha prodotto in me effetti staordinariamente nuovi e sconvolgenti. A volte ha dato “la stura” ad emozioni nascoste facendo affiorare dal mio intimo sé lacrime liberatorie che si sono man mano trasformate in perfetto equilibrio e pace; altre volte invece ho avuto la sensazione fisica che qualcosa mi si spaccasse nel centro del petto e che si dilatasse fino a raccogliere la gioia dell’intero universo; a volte invece mi ha risuonato dentro come il ritmo del nostro cuore che batte. Ho capito che la buona musica è nata dallo Spirito ed ha sicuramente qualche attinenza col nostro Spirito. Nello stato non meditativo mi piace ascoltare anche altri tipi di musica che agiscono nel mio corpo dandomi il senso del ritmo e della danza , smuovendo emozioni e sentimenti..però sento non arrivano a raggiungere quel mio SE’ interiore che mi collega direttamente all’universo.

  7. Marta ha detto:

    Salve, anch’io mi vorrei avvicinare allo studio della musicoterapia…ho già il diploma di conservatorio ed ora sto cercando di capire quale sia la scuola più adatta e quali riconoscimenti deve avere. Io vivo in provincia di Lucca, mi sapete consigliare?
    E’ più valida una scuola riconosciuta dal Ministero per la Pubblica Istruzione o dal F.I.M. …o dall’A.I.M. o dall’A.P.I.M?
    E’ più importante che sia riconosciuta dal Ministero o che segua il Codice C.O.N.F.I.A.M.?
    Grazie a chi vorrà darmi una risposta…..:)

    • Valter Dadone ha detto:

      Buongiorno Marta,
      in Italia ancora non esiste una regolamentazione relativa al percorso che si debba compiere per diventare Musicoterapisti. Posso suggerirti di consultare il sito http://www.aiemme.it per cercare il corso di formazione a te più vicino. L’AIM è l’Associazione Italiana dei professionisti della Musicsoterapia, di recente ha ottenuto l’approvazione del Colap in quanto rispetta i criteri previsti per il riconoscimento professionale.
      Un cordiale saluto e buona giornata.
      Valter Dadone

  8. Sara ha detto:

    ciao a tutti, vorrei chiedervi un’informazione: il mio nonno è malato di parkinson e purtroppo non riesce più ad uscire di casa, non può quindi frequentare un corso di musicoterpia vero e proprio. Vorrei sapere se esistono dei CD di musica che posso acquistare specifici per i malati di parkinson? grazie mille, SARA

    • Gianguido Saveri ha detto:

      CD specifici per il Parkinson non credo esitano, in quanto tutta la musica ritmata viene usata in musicoterapia (Tango, Danza Irlandese…).

      Per la riabilitazione a domicilio, puoi scaricare il manuale dal nuovo sito di Parkinson Italia:

      http://www.parkinson-italia.it/pubblicazioni/manuale-del-parkinson-2012

      Inoltre, c’è un nuovo strumento fisioterapico che è fatto apposta per la riabilitazione a domicilio:

      http://www.gondola4parkinson.com/

      Ma soprattutto cerca di metterti in contatto con le associazioni di parkinsoniani della tua zona, vedi:
      
http://www.parkinson-italia.it/chi-siamo/associazioni-confederate

      
…perché la terapia più efficace è proprio quella di uscire di casa!

      In qualsiasi modo.
      
A.

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